
Sto guardando alla tele un programma di J.M. Cousteau che, col suo team ha fatto un viaggio-reportage tra Polinesia e Sudafrica per studiare gli squali e il loro spopolamento. Direi che sarebbe un sogno per me, Alessio, Toni.... ma anche Paoletta si unirebbe e secondo me il Deca non ci lascerebbe scappare soli per un viaggio così. Ma mi sono chiesto che cos'è che ci porta a viaggiare? Le sfide?L'adrenalina? Certo, se uno va a fare diving con gli squali è per provare emozioni estreme ma è ovvio che alla base di tutto c'è una gran curiosità.
Curiosità di conoscere terre sconosciute flora e fauna lontane e diverse dalle nostre.
Ma un confronto con gli indigeni, un dialogo con un locale o anche semplicemente quattro chiacchiere con uno che vive in modo sedentario e disinteressato, in un mondo lontano è un'emozione incredibile e irripetibile.
Cinga, la guida ugandese che mi stava accompagnando in giro per i parchi della Tanzania, alla fine della settimana, diventati amici, decise di invitarmi "nella" sua famiglia per fare colazione con la moglie e le 3 figlie. Sono entrato in quella piccola comunità carico di domande e uno sguardo ansioso di sapere come vive una famiglia africana.
Inconsciamente stavo chiedendo a quella gente, di farmi vivere un momento a mille! Ma mi sono accorto che mille erano gli occhi che avevo addosso ed erano spalancati come i miei. Ciò che stavo ricevendo era uguale a ciò che stavo dando... ed è stata una sensazione meravigliosa. Un confronto straordinario di persone che vivono in modo diverso e hanno l'occasione e la voglia dicomunicare. Parlo sempre del mal d'Africa che mi ha estremamente devastato e forse la contaminazione è avvenuta tramite quegli occhi, che mi hanno assalito in modo entusiasta quella mattina.
Forse è per questo che viaggiamo.... voi che ne dite?
Curiosità di conoscere terre sconosciute flora e fauna lontane e diverse dalle nostre.
Ma un confronto con gli indigeni, un dialogo con un locale o anche semplicemente quattro chiacchiere con uno che vive in modo sedentario e disinteressato, in un mondo lontano è un'emozione incredibile e irripetibile.
Cinga, la guida ugandese che mi stava accompagnando in giro per i parchi della Tanzania, alla fine della settimana, diventati amici, decise di invitarmi "nella" sua famiglia per fare colazione con la moglie e le 3 figlie. Sono entrato in quella piccola comunità carico di domande e uno sguardo ansioso di sapere come vive una famiglia africana.
Inconsciamente stavo chiedendo a quella gente, di farmi vivere un momento a mille! Ma mi sono accorto che mille erano gli occhi che avevo addosso ed erano spalancati come i miei. Ciò che stavo ricevendo era uguale a ciò che stavo dando... ed è stata una sensazione meravigliosa. Un confronto straordinario di persone che vivono in modo diverso e hanno l'occasione e la voglia dicomunicare. Parlo sempre del mal d'Africa che mi ha estremamente devastato e forse la contaminazione è avvenuta tramite quegli occhi, che mi hanno assalito in modo entusiasta quella mattina.
Forse è per questo che viaggiamo.... voi che ne dite?
Alla prossima Andrea...

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